EPS a PDF a SVG

Sempre che si può scegliere è meglio utilizzare nei nostri documenti immagini vettoriali perché si presentano nel modo giusto ad ogni scala. I formati vettoriali per immagini più famosi sono, in ordine decrescente di anzianità: EPS, PDF (singola pagina) e SVG

Writer ha un supporto ottimo per il formatto SVG, un supporto problematico per PDF (migliora in ogni versione, ma risulta ancora limitato) e un quasi inesistente supporto per EPS. Cosa fare se non si ha a disposizione un file SVG?

Conversioni di formatti!

Esistono diversi strumenti di conversione di immagini vettoriali (ad esempio UniConvertor, parte del progetto sK1), però nella maggior parte dei casi questi strumenti ci offrono troppe possibilità. Perciò oggi parleremo del più semplice dei metodi da utilizzare in sistemi Linux.

Prima di tutto si devono istallare due utilità: epstopdf e pdf2svg.

Dalla terminale virtuale si usa:

epstopdf originale.eps --outfile=Il-PDF.pdf

per convertire un file EPS in uno PDF di una pagina. Dopo per convertire da PDF a SVG:

pdf2svg Il-PDF.pdf SVG-definitivo.svg

Ho provato con vecchi file EPS della mia tesi di dottorato (scritta in LaTeX) e la conversione risulta perfetta.

Entrambi istruzioni offrono più opzioni ma non entrerò in dettagli.

Conoscere le caratteristiche OpenType di un font

In questo blog ci sono diversi articoli presentando font liberi e parlando delle loro caratteristiche OpenType. La domanda sorge spontanea: come si fa a capire quali caratteristiche OpenType si trovano in un font qualsiasi?

Oggi presenterò un modo valido e semplice per gli utenti Linux: il terminale virtuale.

Tutto si può fare con l’istruzione «otfinfo» che viene nel pacchetto «lcdf typetools» (nel mio sistema viene con texlive-lcdftypetools). L’uso risulta molto semplice:

otfinfo <opzione> /path/per/il/font

L’opzione -s ci darà le lingue supportate per il font mentre che -f ci darà quali opzioni sono disponibili.

Bisogna ricordare che se nel «path» del font si trova uno spazio bisogna aggiungere una barra prima.

Per esempio, per conoscere cosa offre il font Sukhumala Regular.otf istallato nella cartella ~/.fonts/s/ semplicemente si scrive nel terminale virtuale

otfinfo -f ~/.fonts/s/Sukhumala\ Regular.otf

che ci darà

afrc Alternative Fractions
c2pc Petite Capitals From Capitals
c2sc Small Capitals From Capitals
case Case-Sensitive Forms
clig Contextual Ligatures
dlig Discretionary Ligatures
dnom Denominators
fina Terminal Forms
frac Fractions
hlig Historical Ligatures
kern Kerning
liga Standard Ligatures
nalt Alternate Annotation Forms
numr Numerators
onum Oldstyle Figures
ordn Ordinals
ornm Ornaments
pcap Petite Capitals
salt Stylistic Alternates
sinf Scientific Inferiors
smcp Small Capitals
subs Subscript
sups Superscript

cioè, tutte le opzioni disponibili.

Per conoscere tutto ciò che ci offre il programma otfinfo è sufficiente scrivere

otfinfo -h

Con la lista pronta soltanto rimane prendere LibO Writer 5.3+ per provare come si vede, oppure utilizzare il servizio offerto da Pablo Impallari

«Trascinando» il file del font lì avremmo la possibilità di provare come si vede con le diverse opzioni OpenType.

Il codice di questo servizio può essere scaricato da GitHub per utilizzarlo localmente.