LyX: Cos’è e come si utilizza la microtipografia

Oggi parleremo di una questione puramente estetica. L’argomento è trovare il modo di far si che il testo creato in LyX, sia con LaTeX o con XeTeX, risulti «più bello».

Questo non ha un’utilità in se e infatti la maggior parte dei lettori non noteranno la differenza… il che vuol dire che saremo riusciti!

Cosa significa «microtipografía» e a cosa serve

Nell’introduzione del manuale del pacchetto microtype troviamo questa ispirata definizione (la traduzione a continuazione)

Micro-typography is the art of enhancing the appearance and readability of a document while exhibiting a minimum degree of visual obtrusion. It is concerned with what happens between or at the margins of characters, words or lines. Whereas the macro-typographical aspects of a document (i.e., its layout) are clearly visible even to the untrained eye, micro-typographical refinements should ideally not even be recognisable. That is, you may think that a document looks beautiful, but you might not be able to tell exactly why: good micro-typographic practice tries to reduce all potential irritations that might disturb a reader.

Microtipografia è l’arte di migliorare l’apparenza e la leggibilità di un testo perturbando il meno possibile la sua presentazione. È relazionato con cosa succede tra o ai bordi dei caratteri, parole o linee. Mentre che gli aspetti macrotipografici di un documento (il suo disegno) sono chiaramente visibili anche all’occhio non preparato, i miglioramenti microtipografici idealmente non dovrebbero essere riconoscibili. Cioè, lei dovrebbe pensare che un documento si vede bello, ma non dovrebbe essere capace di dire esattamente il perché: le buone pratiche microtipografiche tentano di ridurre tutte le potenziali irritazioni che potrebbero molestare il lettore.

Perfetto, l’idea è quella di modificare sottilmente il testo per far si che «si veda meglio», ma che chi lo veda non sia capace, in un primo analisi, di dire cosa è stata modificata. Ma, questo come si fa?

Bene, la prima cosa da dire risulta piuttosto forte: è incredibilmente semplice ingannare il nostro cervello. Consideriamo la seguente immagine, pressa dalla wikipedia:

Gli esagoni verdi formano una griglia completamente storta, vero? Falso: prendete un righello e lo vedrette. I piccoli punti confondono il nostro cervello il quale interpreta il patrone in forma sbagliata.

Ed è proprio questo tipo di «illusioni ottiche» quello che si presenta in un testo giustificato:

microtype-sin1

Guardate con attenzione il margine destro, non sembra «ondulato»? Proprio dove si trovano punti, virgole e trattini il testo sembra rientrare, vero? Falso ancora: il righello non mente!

Quello che succede qui è che i punti, virgole e trattini presentano «meno peso» che i caratteri precedenti e pertanto il nostro cervello interpreta l’immagine come se ci fossero «buchi» li. Guardiamo adesso questo testo:

microtype-con1

Adesso il margine destro sembra più «retto», vero? Ancora falso! Vediamo un dettaglio della seconda immagine

protrusion

Come può comprovarsi le virgole e i trattini (succede anche con i punti) «attraversano» il margine destro leggermente. In questa situazione i bordi delle linee sembrano più «pieni» e il nostro cervello interpreta il margine destro come più diritto, anche se non lo è. Il cambio è veramente minimo, ma migliora di tanto la presentazione.

Questa tecnica di microtipografia viene chiamata «protrusione». Non è l’unica, ma certamente è quella meno invasiva.

Un’altra tecnica è quella di deformare i caratteri per far si che occupino più o meno spazio orizzontale e così evitare che lo spazio tra parole sia diverso nelle diverse linee di testo. Si può modificare anche la distanza tra caratteri… infine, che le tecniche sono diverse.

Come si applica questa «microtipografia»

Caro lettore, non pensare nemmeno di tentare di avere qualcosa di simile in programmi di videoscrittura tradizionali come Writer o Word: semplicemente non è possibile. Mi dicono che Scribus permette di lavorare limitatamente con queste tecniche, ma non ho mai utilizzato questo programma e pertanto non posso commentare.

L’unica possibilità nel mondo F(L)OSS è LaTeX (e XeTeX, e LuaTeX…) con il pacchetto microtype, a cui documentazione si installa, in Linux, in

/usr/share/texmf/doc/latex/microtype/microtype.pdf

Il manuale occupa più di 240 pagine, ma non doviamo preoccuparci: in un uso normale le opzioni predefinite sono semplicemente perfette.

Per abilitare questo in LyX, in versioni fino alla 2.2.x, in Documento → Impostazioni → Preambolo LaTeX doviamo scrivere:

\usepackage{microtype}

A partire della versione 2.3 risulta sufficiente selezionare la corrispondente casella nel menu di configurazione dei font.

Tutto pronto, non c’è altro da fare. Questo funziona sia con LaTeX normale, con XeTeX o LuaTeX, anche se in questi due ultimi con alcune limitazioni: per esempio, al momento di scrivere questo articolo XeTeX offre soltanto supporto per protrusione.


Per approfondire

http://hstuart.dk/2007/11/27/microtypography/

https://en.wikipedia.org/wiki/Microtypography

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