Più sul supporto OpenType in LibreOffice 5.3+

Un paio di messi fa ho commentato che LibO 5.3ci ha regalato il supporto OpenType completo. Questo certamente vuol dire che la prossima edizione di certo libro (quando arrivi) verrà con il capitolo sulla tipografia completamente riscritto… E beh, mentre aspettiamo ho pensato che sarebbe una buona idea scrivere un articolo più dettagliato sull’argomento.

Per utilizzare le specialità OpenType in LibO 5.3+ si deve aggiungere una «etichetta» al nome del font. Per esempio, per attivare simultaneamente i set stilistici 1 e 11 in Vollkorn, quando viene selezionato il font per il testo doviamo scrivere

Vollkorn:ss01&ss11

I due punti iniziano la «sezione delle etichette» nel nome del font e il segno & separa le etichette utilizzate.

Però c’è di più. Si può anche disabilitare qualche opzione del font. Per esempio, il font Sukhumala ha delle strane legature contestuali che sostituiscono aa con ā, ii con ī e uu con ū. Per disabilitare le legature contestuali in Sukhumala è sufficiente chiamare l’etichetta corrispondente a quella caratteristica, «clig», con un meno davanti:

Sukhumala:-clig

Tutto lì. Certamente non è un sistema user friendly, specialmente considerando che la casella per il nome del font può risultare un tanto piccolo per presentare il nome completo del font con tutte le etichette… ma funziona! E questo è molto meglio di quello che (non) c’era prima: un passo alla volta, che così si arriva!

Come sempre, per una lista delle etichette OpenType disponibili la pagina di Dario Taraborelli risulta un magnifico punto di riferimento.

Solo una cosa da considerare: non tutti i font presentano queste specialità! Dunque, se dopo aver aggiunto un’etichetta niente è cambiato molto probabilmente il problema sia del font e non di LibO 😉

Annunci

Cormorant: una «garamond per i titoli»

Oggi vi porto una famiglia di font con licenza libera (SIL) ispirata nei classici disegni di Claude Garamond, la quale è stata pensata specialmente per essere utilizzata in testo di grandi dimensioni (titoli, eccetera):

Cormorant, di Christian Thalmann.

Il font presenta un elevato contrasto e numerosi dettagli fini. Si presenta inoltre in più varianti:

Cormorant-2

Ognuna di queste versioni si presenta in diversi «pesi», dal leggero al grassetto, normali e in corsivo.

Il font offre vero maiuscoletto, sia come caratteristica OpenType che in un font indipendente. Ci offre anche legature tipografiche, set stilistici, varianti… la lista è importante!

È possibile scaricare questo font dalla pagina GitHub del progetto, ma risulta importante notare che il file Cormorant_Install_vX.Y.zip offre soltanto le versioni ttf dei font: per ottenere gli otf è necessario scaricare il file che dice «source code», il quale viene con i ttf, otf, woff e codice sorgente.

Dato che è un font peri  titoli bisogna abbinarlo a un altro font per il testo, per esempio EB Garamond oppure Flanker Griffo.

LyX: Rinominando le «Parti» e i «Capitoli»

Immaginiamo di dover scrivere un libro con LyX, scegliendo ad esempio il documentclass «Book».

In  questo modo ci saranno a nostra disposizione diversi «ambienti», tra i quali i sezionamenti Capitolo (comando LaTeX \chapter{}) per separare le diverse parti dell’opera e Parte (comando LaTeX \part{}) per raggruppare capitoli.

Ma se invece di separare in «parti» noi vogliamo utilizzare «libri»? E se invece di «Capitolo 1: Titolo scelto» ci piacerebbe di avere «Giorno 1: Titolo scelto»? Come si fa questo?

La forma più semplice è andare nel preambolo LaTeX (Documento → Impostazioni → Preambolo LaTeX) e aggiungere

\usepackage[italian]{babel}
\addto\captionsitalian{
  \renewcommand{\partname}{Libro}
  \renewcommand{\chaptername}{Giorno}
}

In un senso qui stiamo «ingannando» LaTeX con l’aiuto di Babel (il programma per gestire le opzioni relazionate con la lingua del documento), dicendole che invece di utilizzare le traduzione predeterminate per Part e Chapter utilizzi quelle da noi fornite.

Infatti, se non vogliamo niente lì semplicemente lasciamo le seconde parentesi graffe vuote:

\renewcommand{\partname}{}

ci darà soltanto il numero e il titolo da noi scritto, senza etichette.

Nella finestra di lavoro di LyX nulla cambierà, ma nel PDF compilato tutto sarà come vogliamo noi.

Testo verticale in Writer

A volte risulta necessario presentare testo verticale, per esempio nella intestazione di una tabella. Purtroppo Writer non ci aiuta molto in questo lavoro e tutte le soluzioni presentano dei problemi. Vediamo quali sono i metodi disponibili e le loro difficoltà.

Testo verticale da su in giù

Questa situazione è la più semplice da risolvere.

Con delle cornici

Inserendo una cornice (Inserisci → Cornice → Cornice), nella scheda Opzioni risulta possibile definire diverse proprietà della cornice. Lì si deve scegliere, sotto Proprietà → Direzione del testo «Da destra a sinistra (verticale)» (vi lascio giocare con le altre opzioni… non è che servano a un gran ché 😉 ).

Questa opzione da controllo completo del testo, perché rispetta tutto ciò che viene definito nello stile di paragrafo, compresa l’interlinea… ma, come potete comprovare, solo serve per testo da su in giù, mai nella direzione opposta.

Con delle tabelle

Si procede in modo simile a quello commentato per le cornici, con la differenza che prima doviamo selezionare le celle e poi con un clic destro → Proprietà tabella → scheda Flusso di testo per Orientazione del testo si sceglie Da destra a sinitra (verticale). Questo metodo ha le medesime limitazioni delle cornici.

Testo verticale da giù in su

I metodi precedenti purtroppo non funzionano. Per avvicinarci a questa impostazione nell’intestazione di una tabella, doviamo modificare lo stile di paragrafo utilizzato nelle celle corrispondenti.

Prima di tutto, nella scheda Allineamento sotto Testo a testo si deve scegliere In basso. Questo risulta importante perché altrimenti il testo risulterà centrato nella cella.

Nella scheda Posizione, sotto Rotazione/scala si sceglie 90 gradi.

Tutto pronto.

Limitazioni

Dato che questo «effetto» di rotazione si applica sui caratteri, per avere più righe nella cella dovremo inserire un interruzione linea (Maiuscolo-Invio). Inoltre, modificare l’interlineato non avrà effetto sulla separazione tra le righe di testo.

Alternativa: casella di testo

Attivando la barra degli strumenti di disegno ci sarà l’opzione di inserire una casella di testo, ancorandola per esempio in una cella di una tabella. Se a continuazione utilizziamo la barra laterale per ruotare questo oggetto potremo darli un angolo arbitrario.

Limitazioni

Le caselle di testo non permettono l’utilizzo di stili di paragrafo: tutta la formattazione del testo dovrà realizzarsi tramite formattazione diretta.

Conclusioni

In realtà non è che si può dire molto di più di «è quello che c’è»… ma almeno funziona.

Schermata d’obbligo:

vertical