Buone feste!

Cari lettori, vi auguro buone feste e un magnifico inizio del 2017!

Questo pinguino si prende adesso qualche giorno (forse, qualche settimana) e vi saluta fino al prossimo anno, il quale verrà con una nuova versione di LibreOffice che ci darà sicuramente tanti argomenti per parlare in tanti articoli! Infatti, 5.3 aggiunge supporto per… beh, ne parliamo dopo  😈

E certamente non mancheranno articoli parlando dei font con licenza libera, di LyX… si vedrà.

A presto! Buon anno!

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Inizializzare paragrafi con una capolettera in LyX

Siccuramente il lettore si sarà trovato davanti a un elegante testo come quello presentato nella seguente schermata:

capolettera-1

Per fare questo su LaTeX/LyX c’è il pacchetto lettrine.

LyX ci offre supporto dalla sua interfaccia grafica e nella sezione 6.3 del manuale che si trova sotto Aiuto → Oggetti inseriti viene spiegato chiaramente un metodo per utilizzarlo… perché ce n’è un altro, il quale risulta molto più semplice.

Il metodo spiegato nel manuale è quello più potente e flessibili, ma quando si vuole ripetere una formattazione tante volte in un documento tanta flessibilità non è proprio necessaria.

Per cominciare, e come sempre, doviamo essere sicuri che il pacchetto che c’interessa è installato e che LyX sa che è presente. La documentazione di Lettrine viene installata, in Linux e con TeXLive, in

/usr/share/texmf/doc/latex/lettrine/lettrine.pdf
/usr/share/texmf/doc/latex/lettrine/demo.pdf

Primo passo: in un documento LyX andiamo su Documento → Impostazioni → Moduli e mettiamo la spunta sul modulo Capolettere, come si vede nella seguente schermata:

capolettera-2

Clic su Applicare, non su OK, che doviamo ancora lavorare su questo menù! Ed è che, come capita in queste situazioni, doviamo andare sul Preambolo LaTeX per aggiungere qualche codice…

Il documento utilizzato per questo esempio è stato configurato per utilizzare XeTeX con il font EB Garamond per il testo e il font Goudy Initialen per le capolettere.

Sul preambolo ho scritto:

\newfontfamily{\Iniziali}[]{Goudy Initialen}
\renewcommand{\LettrineFontHook}{\Iniziali}
\setcounter{DefaultLines}{3}

La prima istruzione definisce un nuovo font da utilizzare nel documento (più informazione qui). Questa definizione viene utilizzata nella seconda riga per dire al pacchetto Lettrine quale font dev’essere utilizzato per le capolettere. La terza riga indica il numero di righe di testo che si deve prendere la capolettera.

È possibile fare degli «aggiustamenti fini» della posizione verticale della capolettera aggiungendo

\renewcommand{\DefaultLraise}{0.35}

e modificando il valore 0.35 per quello che serva. Generalmente non è necessario.

A questo punto, quando vogliamo inserire una nuova capolettera selezioniamo il primo carattere del paragrafo e clic destro → Stile testo → Capolettera, come mostrato a continuazione

capolettera-3

Quasi ci siamo. Per far si che il resto della prima parola sia in maiuscoletto doviamo selezionarla e introdurla in una «scatoletta TeX» racchiusa tra parentesi graffe. In LyX tutto si vedrà così:

capolettera-4

mentre che sul documento compilato si vedrà come nella prima schermata.

Una variante: capolettera «in su»

Per ottenere il seguente effetto:

letracapitalsubida

Dovremo modificare le istruzioni utilizzate prima nel preambolo LaTeX:

\newfontfamily{\Iniziali}[Scale=2]{Goudy Initialen}
\renewcommand{\LettrineFontHook}{\Iniziali}
\setcounter{DefaultLines}{1}

Tutto è molto simile a prima, tranne per due cose. La prima è una nuova istruzione aggiunta tra le parentesi quadre nella prima riga, dove viene definito il font da utilizzare nelle capolettere: l’istruzione Scale=2 da un font due volte la grandezza di uno normale (certamente si può giocare con il valore). La seconda differenza è nell’ultima riga dove viene indicato che la capolettera deve prendere soltanto una riga di testo.

Tutto pronto!

I font decorativi di Gluk

Arrivata l’epoca delle cartoline? Momento per pensare ai font decorativi! Ma oggi non parlerò di «quei» font di bassa qualità che trovate dappertutto: i font decorativi che vi presento sono realizzati per uno che sa cosa vuol dire qualità e che si diverte creandola per offrirci una lista incredibile di caratteristiche OpenType.

Vediamo un piccolo esempio (clic nell’immagine per ingrandirla):

gluk-1

Sul titolo si possono apprezzare più caratteristiche avanzate del font utilizzato (Kleymissky): la forma dei caratteri dipende da dove si trovano. Per esempio, il «o» in Massimo è diverso del «o» di Con e nelle doppie «s» la prima risulta diversa della seconda. Questo funziona grazie alle «alternative contestuali». I simboli ad entrami i lati del titolo risultano dell’applicazione del primo «set stilistico» di questo font.

La «L» che compare come capolettera (ne parleremo in un futuro articolo su LyX) utilizza il font Sortefax, ma con il terzo «set stilistico» attivato.

NOTA: LibreOffice, non OpenOffice, da supporto per alcuni opzioni OpenType come le legature tipografiche e le alternative contestuali, ma niente di più… al meno per il momento (tornerò su questo in un futuro articolo, che LibO 5.3 verrà con delle novità interessanti). Questo vuol dire che al utilizzare questi font in LibreOffice alcune delle cose presentate in questo articolo saranno disponibili, ma non altre: non risulta possibile utilizzare i «set stilistici» in LibreOffice, dovremo utilizzare XeTeX oppure LuaTeX, forze chiamati da LyX 😉

Il creatore di questi font si chiama «Gluk» e mantiene un magnifico sito web pieno di font divertenti è complessi, tutti con licenza libera:

glukfonts.pl

Per i curiosi, ecco una parte del preambolo LaTeX utilizzato per creare le schermate di questo articolo:

\newfontfamily{\sortefaxxx}[RawFeature={+ss03}]{Sortefax}
\renewcommand{\LettrineFontHook}{\sortefaxxx}
\setcounter{DefaultLines}{4}
\newfontfamily{\kleymi}[RawFeature={+ss01}]{Kleymissky}

I font più vecchi del sito non dipendono tanto delle funzioni OpenType e semplicemente lavorano utilizzando sostituzioni un po’ particolari di caratteri normali per simboli speciali, perciò quelle possono essere utilizzate in Writer ed altri programmi più semplici.

Un esempio di questi font più «vecchi» è FoglihtenFr02:

gluk-2

Come commentato prima, sulle capolettere ne parleremo in un altro momento…

I PDF che accompagnano i font vi aiuteranno ad approfittare al massimo questi incredibili font.

A divertirsi!