I font Cinzel: un tocco moderno per uno stile classico

Oggi parlerò di un font che non è per il corpo del testo: il suo unico uso è «decorare» elementi particolari come titoli o paragrafi speciali

Cinzel Typeface

Come commentato per i suoi autori, il disegno di questi font s’inspira alle iscrizioni romane del primo secolo, non sono però una «ricreazione storica»: le loro linee sono state modernizzate.

cinzel-1

Come può vedersi nella schermata, ce ne sono due «stili»: il «normale» (che è un modo da dire…) e il «decorativo». Tutti due sono del tipo «maiuscoletto», con il secondo mostrando maiuscole (le «più maiuscole» 😉 ) modificate nella forma ma non nella sua grandezza.

Entrambi si offrono in tre pesi: normale, grassetto e «black»

Cinzel

Questi font sono distribuiti con licenza SIL Open Font License. Possono essere scaricate nella pagina principale del progetto.

LyX, XeTeX e OpenType al massimo

Nel «corso introduttivo» si vede come scegliere i font del sistema grazie al supporto che LyX offre per XeTeX, però questo ci darà soltanto le opzioni OpenType predefinite (legature tipografiche e alternative contestuali), cosa si può fare se vogliamo attivare qualche «specialità» in più? Vediamo le opzioni disponibili.

Attivare una specialità OpenType per il font predefinito

Se doviamo modificare soltanto una piccola regione del testo e non doviamo ripetere l’operazione più di tanto, la forma più semplice è usare la scatoletta magica per inserire codice TeX

LyX-TeX

nel seguente modo. Supponiamo che il nostro documento usa EB-Garamond e che si vuole attivare le legature storiche. Prima di tutto è necessario conoscere l’etichetta OpenType corrispondente. Per quello esiste la magnifica pagina di Dario Taraborelli:

Accessing OpenType font features in LaTeX

Lì si vede che le legature storiche si possono attivare sia con il «tag» hlig, sia con Ligatures=Historic.

Poi è necessario utilizzare correttamente l’istruzione \addfontfeature che, come indicato dal suo nome, può attivare delle funzioni speciali del font usato nel documento.

Adesso s’inseriscono due «scatolette TeX», una davanti e l’altra dopo il testo a essere modificato, la prima con

{\addfontfeature{Ligatures=Historic}

oppure con

{\addfontfeature{RawFeature={+hlig}}

e la seconda con un semplice

}

LyX-addfontfeature

Entrambi daranno lo steso risultato, il quale può vedersi, insieme ad altri specialità OpenType, alla fine di questa schermata

EB-Garamond1

La parentesi graffa all’inizio della prima scatoletta e quella solitaria nella seconda servono a «limitare» l’azione dell’istruzione \addfontfeature.

Si possono utilizzare più funzioni simultaneamente separando ogni funzione con una virgola. Per esempio, per avere sia legature storiche, sia numerali antichi

\addfontfeature{RawFeature={+hlig},RawFeature={+onum}}

Notare che è anche possibile disabilitare un’opzione OpenType. Per esempio, aggiungendo

Ligatures=NoContextual

Le legature contestuali verranno disattivate.

Definire una «famiglia» di font

E se questo si deve fare molto spesso nel documento? Qui risulta conveniente definire una nuova «famiglia» di font.

Documento → Impostazioni → Preambolo LaTeX: lì si deve scrivere

\newfontfamily{\storiclig}[RawFeature={+hlig}]{EB Garamond}

Questo definisce una nuova istruzione \storiclig che applicherà il font con la funzione scelta. Per usare quest’istruzione si usano ancora due scatolette TeX una prima e l’altra dopo il testo a modificare, la prima con

{\storiclig{

e la seconda con

}}

Questa volta due parentesi graffe sono necessarie!

In tutto il documento!

In Documento → Impostazioni → Caratteri si mete lo spunto su Usa caratteri non-TeX (via XeTeX/LuaTeX) ma si lasciano i campi per i font in Predefinito: per scegliere di utilizzare un opzione non standard in tutto il documento dovremo smanettare nel Preambolo LaTeX.

Per definire il font con grazie da utilizzare attivando simultaneamente le legature storiche e i numerali antichi, nel Preambolo si può scrivere

\setmainfont[Mapping=tex-text,Numbers=OldStyle,RawFeature={+hlig}]{EB Garamond}

Per definire il font senza grazie, si cambia \setmainfont per \setsansfont.

Tutto pronto!

In un prossimo articolo parleremo su come scegliere il font per le espressioni matematiche.

Il font FBB

E qui ci siamo con un’altra creazione di Michael Sharpe:

fbb

un font basato su Cardo e inspirato in Bembo.

FBB

A partire della versione 1.10 offre veri apici e pedici e diversi modifiche che l’avvicinano al disegno originale di Bembo, sopratutto nelle legature tipografiche della «f». Offre anche una versione «aperta» della «P», disponibile grazie al «set stilistico 1» (+ss01):

fbb-P

La differenza è sottile, ma c’è 🙂

LyX e PDF «dinamici»: il pacchetto Hyperref

Il pacchetto hyperref permette di configurare l’uscita PDF in documenti LaTeX in modo tale che tutti i vincoli siano «vivi», siano questi diretti all’interno del documento o ad altri file o siti internet.

LyX permette di configurare diversi opzioni del pacchetto  Hyperref semplicemente scegliendo in modo grafico quello che serve, mentre che per altre opzioni più avanzate (scegliere i colori dei vincoli) si deve scrivere alcuni parametri «a mano».

Nel menù Documento → Impostazioni → Proprietà PDF troveremo

LyX-hyperref-1

LyX-hyperref-2

La scheda Generale ci permette non solo di attivare il pacchetto Hyperref per quel documento particolare, ma anche di scrivere il nome del documento, il suo autore e altre informazioni disponibili per i lettori PDF.

Nella scheda Ipercollegamenti troviamo alcune opzioni importanti per Hyperref, in particolare «spezza collegamento su più righe»: se non viene attivata i collegamenti rimarranno in una sola riga, con il rischio di sfondare il margine destro!

Un’altra opzione è quella di attivare i colori dei diversi tipi di vincoli (vincoli interni quali riferimenti incrociati, vincoli a file, vincoli a siti internet), ma… come si fa a scegliere quale colore usare? Per questo c’è la riga Opzioni addizionali dove risulta possibile passare i parametri, separati per virgole, necessari per configurare Hyperref in quei dettagli per i quali non troviamo un’interfaccia grafica.

Per esempio, vediamo i parametri per fissare i colori dei diversi tipi di vincoli:

citecolor da il colore dei vincoli bibliografici

filecolor da il colore dei vincoli a file

linkcolor da il colore dei vincoli interni nel documento (riferimenti incrociati, indici)

urlcolor da il colore dei vincoli internet

Per più opzioni si può consultare la documentazione del pacchetto che in Linux e con TeXLive di solito s’istalla in

/usr/share/texmf/doc/latex/hyperref/manual.pdf

Dunque, scrivendo per esempio

citecolor=cyan,filecolor=green,linkcolor=red,urlcolor=blue

nelle opzioni addizionali si ottiene

LyX-hyperref-4

A questo punto è importante ricordare che LyX conta con uno strumento per inserire vincoli esterni e che si trova su Inserisce → Ipercollegamento:

LyX-hyperref-3

Tutto pronto!

Erewhon: un font pieno di possibilità

Oggi voglio presentare un magnifico font pieno di caratteristiche OpenType avanzate, come veri maiuscoletti in tutte le sue varianti, veri apici e pedici che permettono di creare vere frazioni, legature tipografiche, eccetera, tutto con licenza OFL:

Erewhon

Erewhon

La storia dietro questo font è complessa. Alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo un impiegato di Adobe, Robert Slimbach, disegno un font chiamato Utopia il quale fu parte del pacchetto conosciuto come «Adobe initials». Nel 1989, Utopia diventa «software libero», ma con una licenza che genera non poca confusione e che portò a che la gente di Debian non lo distribuissi.

Dopo un lungo dibattito, nel 2006 Adobe finalmente dona la versione di tipo 1 al gruppo utenti TeX, chiarendo il problema della licenza.

A partire di questo punto il font riceve diverse miglioramenti e viene creato un «fork» chiamato Heuristica, del quale nacque il fork presentato in questo articolo.

Erewhon è attivamente sviluppato da Michael Sharpe, la stesa persona che mantiene Baskervaldx e altri font d’altissima qualità.

Questo font si è allontanato dei suoi «antenati», mantenendo però lo stile (no tanto la sua metrica) originale di Utopia che lo rendono una magnifica scelta per il corpo di qualsiasi testo.

Oltre alle forme «classiche» (normale, corsivo, grassetto e grassetto corsivo) questo font offre anche una versione Obliqua (slanted) e grassetto obliquo.

La differenza tra obliquo e corsivo è che la prima è semplicemente una versione inclinata del font normale mentre che il corsivo presenta un disegno proprio.

Erewhon1

[Xe]LaTeX e LyX: l’altra forma da scrivere, 7

Settimo capitolo di questa serie su LaTeX, XeTeX e la magnifica interfaccia grafica per questi, LyX.

Dopo un breve commentario diretto agli esperti LaTeX, questa serie di articoli si chiude con una conclusione generale su quando utilizzare questo programma e quando no.

La chiusura di questo «corso introduttivo» non implica però un vero «finale»: questo sarà soltanto il punto di partenza  per articoli su come andare oltre la configurazione predefinita dei nostri documenti.

LyX per gli appassionati di LaTeX

Anche se LyX usa un formato proprio per i file basato su XML per immagazzinare il nostro lavoro non dovete preoccuparvi, fanatici LaTeX: la conversione a e da LaTeX risulta sempre perfetta. Infatti, LyX sempre converte al formato LaTeX ogni volta che prepara il documento per la stampa perciò questo è qualcosa che necessariamente deve funzionare: per ottenere un file LaTeX leggibile per umani è sufficiente usare il menù File → Esporta.

Come già commentato, LyX ci permette d’introdurre direttamente codice LaTeX in qualsiasi punto del nostro documento, non solo nel modo matematico. Infatti, nella barra degli strumenti c’è l’opzione Inserisci codice TeX (accessibile anche con i tasti di scelta rapida Ctrl-L) che apre una «scatoletta» speciale di colore roso dove si può scrivere qualsiasi codice LaTeX.

LyX-TeX

Per esempio, usando qualcuno dei documentclass per libri, inserendo in una «scatoletta magica» il comando

\frontmatter

proprio davanti all’indice (Inserisci → Elenco/Indice → Indice generale) per poi nello steso modo inserire

\mainmatter

appena dopo riusciremo a far si che le pagine del indice siano numerate con numeri romani, mentre che le pagine seguenti avranno numerali arabici che inizieranno in 1 per il primo capitolo.

LyX-frontmatter-intro

LyX permette anche di vedere il codice LaTeX in tempo reale, sia per il paragrafo sul quale stiamo lavorando o per tutto il documento, semplicemente selezionando l’opzione Vista → Panello di codice sorgente.

Per ultimo, ma no per quello meno importante, LyX offre un modo veramente semplice d’editare il «preambolo LaTeX», cioè tutto il codice LaTeX che può scriversi tra le istruzioni \documentclass e \begin{document} e che cambia il comportamento generale del documento. Per esempio, se nel nostro documento ci sono varie note a piè di pagina ma tutte sono brevissimi potrebbe risultare interessante far si che le note si distribuiscano in due colonne, anche se il documento non ne ha colonne: scrivere

\usepackage{dblfnote}

sarà sufficiente (sempre che il pacchetto yafoot sia istallato…).

Le possibilità sono quasi infinite… in futuri articoli torneremo su alcune.

NOTA IMPORTANTE: quando s’istalla un nuovo pacchetto nella nostra distribuzione LaTeX bisogna avvisarle a LyX: Strumenti → Riconfigura farà si che LyX legga tutti i pacchetti disponibili, permettendo di utilizzarli.

Quando sì, quando no

Non esiste lo strumento perfetto capace di fare tutto e certamente non si usa un coltello per martellare un chiodo. LyX è magnifico per certe categorie di lavori, ma risulterà un problema in altri.

Se la consegna è preparare un libro, sopratutto uno di carattere tecnico con formule matematiche, grafici, tabelle, eccetera, risulta perfetto (sono tentato a dire imprescindibile), ma se vogliamo preparare una rivista piena di fotografie dove ogni pagina ha una sua distribuzione del contenuto usare Scribus sarà forse l’opzione migliore.

Inoltre, il meraviglioso concetto WYSIWYM non è così perfetto e per documenti mediamente personalizzati dovremo tirare su le maniche e scrivere non poche (e non semplici) righe di codice nel preambolo. Però il risultato… non ha paragone! Se termini come «set stilistici» e «microtipografia» attirano la vostra attenzione, [Xe|Lua]LaTeX è praticamente l’unica forma di soddisfare la vostra curiosità nel mondo del software libero.

Conclusioni

Pur essendo uno dei sistemi di videoscrittura più vecchi, LaTeX e i suoi derivati continuano a essere trai più potenti.

Le limitazioni sono poche mentre che i benefici risultano enormi. Inoltre LyX fa che molti dei suoi problemi siano più semplici da gestire.

Il pubblico più numeroso per questo sistema è certamente quello formato dai scienziati (fisici, matematici…) e gli ingegneri, però non si limita a questo gruppo: [Xe]LaTeX + LyX è aperto a tutti coloro che abbiano qualcosa da dire tramite testo e che vogliano documenti dell’aspetto professionale con relativamente poco sforzo.

Ebbene, la piccola introduzione a LyX è già pronta. In prossimi articoli parleremo su aspetti più «profondi» del programma.

Flanker Griffo: un font con licenza libera tutto italiano

Studio di Lena è una compagnia italiana che tra altre attività produce dei font, tanto commerciali come liberi che si caratterizzano per una buona qualità tanto nel disegno come nella implementazione.

Un buon esempio di font libero (licenza Creative Commons: CC BY-ND 3.0) da questa compagnia è

Flanker Griffo

FlankerGriffo

Riprendendo i disegni di Francesco di Bologna, anche detto Francesco Griffo, offre forme delicate e di buona leggibilità.

Meno completa che altri font presentati in questo sito (mancano i veri maiuscoletti, gli apici e i pedici), offre però quelle giuste per le lingue europee.

Probando LibreOffice Writer 5.2.0beta1

Scaricato da qui

http://dev-builds.libreoffice.org/pre-releases/

«Installato» seguendo le istruzioni da qui (l’articolo ha cambiato e non poco da quando lo scrissi, centrato su Linux, nel 2010…)

https://wiki.documentfoundation.org/Installing_in_parallel

Per l’utente casuale e a primo colpo d’occhio LibO 5.2beta1 potrebbe sembrare molto simile a 5.1.x, ma io non sono proprio un utente casuale di Writer, perciò aprendo per la prima volta questa versione di sviluppo ho avuto una più che gradevole sorpresa. Vediamo il perché.

Per cominciare, diversi problemi grafici presenti in 5.1.x (al meno facendo girarle il programma su KDE) sembrano di essere spariti: mi riferisco a dei menù che per momenti si presentano quasi trasparenti (il selettore di colore della barra laterale, per esempio) e per lo tanto difficili da utilizzare o alla «barra laterale fantasma» che rimane al aprire un oggetto Math. Tutto questo sembra risolto con il monumentale lavoro per portare i menù e le barre degli strumenti a GTK3 che Caolán McNamara ha portato avanti negli ultimi tempi: adesso tutta l’interfaccia grafica sembra nitida e solida.

Inoltre ci sono le novità di questa versione. Da una parte adesso risulta possibile modificare i menù contestuali

LibO520b2-menu

e dall’altra una caratteristica richiesta da me tempo fa (tdf#32364) finalmente è stata implementata grazie al lavoro di Akshay Deep: un filtro nel menù per inserire riferimenti incrociati

LibO520b1-XRef

Lo strumento di «trova e sostituisci» è stato ridisegnato e adesso risulta più comodo da utilizzare

LibO520b1-TS

eccetera.

Risulta importante ricordare che questa è una versione di sviluppo che presenta ancora dei problemi, perciò non dev’essere utilizzata per lavori importanti, soltanto per trovare e riportare errori! 😉

5.2 si sta presentando come un gran aggiornamento. I miei complimenti, riconoscimento e gratitudine per tutti coloro che hanno lavorato così duramente per far di questa nuova versione una realtà.

[Xe]LaTeX e LyX: l’altra forma da scrivere, 6

Sesto capitolo di questa serie su LaTeX, XeTeX e la magnifica interfaccia grafica per questi, LyX.

Caratteri e formato d’uscita

Delle opzioni del menù Documento → Impostazioni (formato della pagina, margini, lingua…) parleremo oggi su Caratteri e Uscite.

Nella prima è possibile scegliere i font da utilizzare per il documento, siano questi di LaTeX o i font del sistema tramite XeTeX (o LuaTeX, però non parlerò di quest’opzione qui).

Con Usa caratteri non-TeX (via XeTeX/LuaTeX) diventa possibile scegliere i font del sistema. Questo però non è sufficiente: doviamo anche dire a LyX quale metodo deve utilizzare per costruire il documento. In Uscite → Formato di output di default si deve scegliere di utilizzare, per esempio, PDF(XeTeX).

Questo certamente non esaurisce tutte le possibilità per lavorare con le proprietà più diverse dei più diversi font, ma l’argomento è così vasto che torneremo su tutto questo in articoli più specializzati: questo è, dopotutto, un’introduzione.

Caratteristiche principali di LyX

LyX permette di lavorare con più documenti simultaneamente, caricandoli tutti in diverse schede della stessa finestra come i navigatori internet. È anche possibile mettere i documenti uno a fianco del altro, o sotto/sopra con Vista → Dividi vista.

LyX si ricorda in quale parte del documento stavamo lavorando al momento di chiuderlo, perciò ripristina quella posizione quando lo apriamo ancora.

Offre un «navigatore» in Vista → Panello del navigatore, il quale permette non solo di muoversi da una parte del documento ad altra velocemente, ma anche di cambiare il «livello» (la «nidificazione») dei titoli  o spostare in un attimo intere sezioni semplicemente selezionando il titolo a modificare/spostare della lista e usando i tasti nella parte bassa del navigatore.

Un piccolo consiglio sul navigatore: mettete lo spunto su Mantieni, così i nodi del navigatore non si chiuderanno ogni volta che vengono scelti…

È importante notare che LyX lavora senza problemi con unicode, perciò anche se usiamo LaTeX puro non ci saranno problemi al inserire simboli o accenti: LyX sa tradurre tutto in modo tale che LaTeX lo capisca senza problemi.

Lavorando con LyX

Flottanti e altri inserti

Le cose si devono fare in un ordine un po’ diverso in LyX. Per esempio, per inserire una figura prima doviamo inserire un «flottante» con Inserisci → Oggetti flottanti → Figura per poi inserire dentro del flottante l’immagine e la didascalia.

Le note al piè di pagina si vedono durante l’edizione come piccole «scatolette» che si trovano proprio nel punto d’inserimento.

Tutte queste scatolette (flottanti, figure, tabelle, note…) possono «chiudersi» con un clic sulla sua etichetta e con un clic destro si possono configurare. È anche possibile aprire o chiudere tutte le scatolette simultaneamente con Vista → Apri/Chiudi tutti gli inserti.

Gli «ambienti»

Un concetto molto importante in LyX è quello di «Ambiente» (environment, in inglese): è quello che definisce la funzione di ogni parte del testo (quale paragrafo è un titolo di capitolo o sezione, se è un elenco numerato o puntato, eccetera). Proprio sotto il menù File si trova un menù a tendina con tutti gli ambienti disponibili nella documentclass scelta: nella classe articolo non troveremo l’ambiente Capitolo, per esempio.

LyX-ITA

Riferimenti incrociati

In documenti complessi risulta normale il dover fare riferimento a un altra sezione, oppure chiamare l’attenzione su di una figura o formula particolare. Per fare questo in LyX doviamo realizzare due cose, la prima mettere un’etichetta sul oggetto al quale vogliamo riferirci e l’altra inserire il riferimento a quell’etichetta.

Sia nella barra degli strumenti, sia nel menù Inserisci si trovano entrambi opzioni: Etichetta e Riferimento.

LyX-riferimenti-1

LyX-riferimenti-2

È importante notare che queste etichette sono «intelligenti»: inserendole a fianco da un titolo, o all’interno di una didascalia oppure insieme a una espressione matematica «capisce» subito cosa stiano segnalando e i riferimenti incrociati funzioneranno perfettamente in ogni circostanza.

Tasti a scelta rapida

Abbiamo già parlato dei tasti a scelta rapida in LyX. Ci sono di due tipi: quelli «diretti» come Ctrl-M per scrivere un’espressione matematica «in linea» oppure quelli «sequenziali» come Alt-M, dopo F per inserire una frazione, Alt-G, dopo un carattere (a, b…) per inserire un carattere greco (α, β…).

I principali ambienti possono essere applicati anche con i tasti a scelta rapida: Alt-P, dopo un numero dallo 0 al 6… o «b», o «e»…

È importante notare che alcune combinazioni potrebbero non funzionare a dipendenza della documentclass scelta: Alt-P, poi 1 applica l’ambiente Capitolo, che non si trova nella classe Articolo.

Lascerò al lettore l’esplorare tutto questo.

Pronto per la stampa!

L’ultimo passo importante è certamente quello di creare il documento formattato. Questo si può fare con questa barra degli strumenti:

I tasti più importanti per noi sono i due primi a sinistra: uscita nel formato predefinito (dvi per LaTeX, PDF per XeTeX) e aggiornare l’uscita precedente.

Nella prossima puntata parlerò su cosa può offrire LyX agli esperti di LaTeX.