[Xe]LaTeX e LyX: l’altra forma da scrivere, 3

Terzo capitolo di questa serie su LaTeX, XeTeX e la magnifica interfaccia grafica per questi, LyX.

Tipi di documenti

L’idea principale di LaTeX è quella di stabilire una separazione tra contenuto e formattazione: noi diciamo «questo è un titolo», ma non ci preoccupammo della forma del titolo. Questo suona interessante, mi dirà il lettore, ma prima o dopo dovremo preoccuparci per l’aspetto finale del documento! Come si fa a decidere il tipo di carattere tipografico da utilizzare, quanto grande sarà il testo, il formato delle pagine e tutto ciò che serve?

Mi permetterò di semplificare il discorso in questo articolo: come vedremo, i dettagli non sono in realtà così importanti, solo i concetti.

LaTeX prende le definizioni per ogni stile particolare da un documento speciale chiamato documentclass, o «classe di documento», nel quale tutte le questioni di formattazione (per esempio, a quale formato corrisponde l’istruzione \section) sono dichiarate.

Per scegliere un determinato tipo di documento, per esempio «article» (i nomi di solito sono in inglese), e l’idioma in cui vogliamo scrivere, per esempio italiano, doviamo scrivere all’inizio (prima del «\begin{document}» visto nell’articolo precedente):

\documentclass[italian]{article}

Creare un documentclass dal nulla non è semplice. Anzi, è complicatissimo. Fortunatamente non è necessario il farlo: tutte le distribuzioni LaTeX moderne includono un numero enorme di documentclass i quali, insieme alla possibilità di modificare le opzioni predefinite di ognuno di loro ci permette di dare ai nostri documenti il formato desiderato senza troppi problemi. Per esempio, se invece di carta A4, valore predefinito per il documentclass «article», noi vogliamo usare A5 l’istruzione di sopra dovrà modificarsi a

\documentclass[a5paper,italian]{article}

In questa parte del documento anteriore al «\begin{document}», parte che viene chiamata preambolo LaTeX, è possibile definire tantissime cose… sapendo come farlo, chiaramente.

Per esempio, LaTeX ha un modo tutto suo per definire i margini della pagina, modo del quale non parleremo perché LyX lo «traduce» in un formato più comprensibile (cioè, fornire direttamente i margini…).

Per altre cose come definire il contenuto della riga d’intestazione delle pagine o modificare il formato dei titoli dei capitoli si dovrà lavorare un po’ di più, ma torneremo su queste e altre cose più avanti, negli articoli «avanzati» che verranno dopo questo piccolo «corso d’introduzione».

La «costruzione» del documento

Dato che l’idea di questi articoli è introdurre LyX non entrerò nei dettagli tecnici su come si costruisce il documento: LyX lo farà per noi. Fornirò pertanto solo le idee più basiche.

Il nostro documento è finora una successione di istruzioni LaTeX che devono essere «compilate» (in genere, più di una volta) per creare il risultato finale. Questo si realizza chiamando il programma «latex» con una serie di parametri tra i quali si trova, chiaramente, il nome del file da noi scritto. LaTeX genera dunque un file «.dvi» perfettamente formattato che può essere visionato o stampato a volontà. È anche possibile generare dei file PDF «interattivi» con dei link «vivi» (tornerò su questo in futuri articoli).

XeTeX

C’è però una cosa della quale non abbiamo ancora parlato: scegliere i font. Non è stato un caso. Per una parte fare questa scelta con LyX è infinitamente più semplice che farlo manualmente.

Il secondo motivo è però più profondo: LaTeX utilizza un sistema tipografico proprio, incompatibile con tutti gli altri sistemi (non sa cosa sia unicode) e assolutamente complicato.

Ci sono delle varianti di LaTeX che permettono di risolvere questi problemi, principalmente il mancato supporto unicode. In questa serie d’articoli mi centrerò su quella variante che è forse la più matura di tutte: XeTeX.

XeTeX non solo da supporto a lingue non occidentali ma ci permette d’utilizzare i font del sistema, offrendo uno dei supporti più completi di OpenType che esistono nel software libero e non solo.

XeTeX chiama i font in un modo un po diverso a quello di LaTeX… però siccome LyX farà quasi tutto da solo non ci preoccuperemo più di tanto per il momento.

Ma solo per il momento: scegliere di attivare diverse caratteristiche OpenType, definire altre famiglie di font o cambiare i font utilizzati nelle espressioni matematiche sono argomenti che meritano articoli indipendenti.

Nei prossimi articoli inizieremo finalmente a parlare su LyX e a indicare tanto i vantaggi come i problemi che questo programma ci darà in confronto con i programmi di videoscrittura tradizionali.

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