Eliminare paragrafi vuoti in Writer

A volte ci complichiamo la vita senza renderci conto. Per anni ho utilizzato delle espressioni regolari (parlo di loro nel mio libro) per eliminare paragrafi vuoti (tra altre cose, che sempre mi sorprendo di quello che la gente è capace di fare contro i suoi documenti) senza pensare tropo in quello che facevo.

Errore! Esiste una forma molto più semplice di farlo!

Strumenti → Correzione automatica → Opzioni di correzione automatica → scheda Opzioni e si attiva l’opzione Elimina paragrafi vuoti:

Dopo cliccare su OK si va a Strumenti → Correzione automatica → Applica e tutto pronto!

Quest’opzione di correzione automatica elimina tanto i paragrafi completamente vuoti come quelli che contengono soltanto spazi.

Arte di «codice aperto»

Oggi mi scosto un po’ dei soliti argomenti di questo blog per darvi un esempio di Arte e Software Libero funzionando insieme e con grande successo:

Pepper&Carrot, per David Revoy

David Revoy è un noto artista grafico francese che da anni lavora esclusivamente con software libero. Ha collaborato con la fondazione Blender in diverse produzioni e porta avanti il comic del quale parliamo oggi.

Come racconta in una  intervista, il comic Pepper&Carrot viene tradotto a più di 30 lingue per una comunità di volontari. Tutto il progetto si sviluppa in una serie di repositori git dove vengono collocate le vignette realizzate in Krita, i traduttori dunque aggiungono le loro traduzioni e un sistema basato in inkscape unisce immagini e testo per creare sia la versione web che una pronta per la stampa.

Tutto il materiale (compresse le catture dei disegni preparatori) e il software utilizzato per realizzarlo sono disponibili con licenze libere.

Pepper&Carrot è un magnifico esempio di un progetto di codice aperto di successo che pure permette al suo autore di «vivere»: grazie al supporto che riceve in Patreon, Pepper&Carrot è il suo «lavoro di tutti giorni».

Dunque, la prossima volta che chiunque ti dica che il software libero non serve per l’arte presentali Pepper&Carrot e il grande successo di David Revoy.

Clic nell’immagine per andare al sito del progetto

 Ma attenzione che non è ancora finita!

Proprio oggi il progetto Morevna ha presentato una versione animata del episodio 6 della vignetta!:

EPS a PDF a SVG

Sempre che si può scegliere è meglio utilizzare nei nostri documenti immagini vettoriali perché si presentano nel modo giusto ad ogni scala. I formati vettoriali per immagini più famosi sono, in ordine decrescente di anzianità: EPS, PDF (singola pagina) e SVG

Writer ha un supporto ottimo per il formatto SVG, un supporto problematico per PDF (migliora in ogni versione, ma risulta ancora limitato) e un quasi inesistente supporto per EPS. Cosa fare se non si ha a disposizione un file SVG?

Conversioni di formatti!

Esistono diversi strumenti di conversione di immagini vettoriali (ad esempio UniConvertor, parte del progetto sK1), però nella maggior parte dei casi questi strumenti ci offrono troppe possibilità. Perciò oggi parleremo del più semplice dei metodi da utilizzare in sistemi Linux.

Prima di tutto si devono istallare due utilità: epstopdf e pdf2svg.

Dalla terminale virtuale si usa:

epstopdf originale.eps --outfile=Il-PDF.pdf

per convertire un file EPS in uno PDF di una pagina. Dopo per convertire da PDF a SVG:

pdf2svg Il-PDF.pdf SVG-definitivo.svg

Ho provato con vecchi file EPS della mia tesi di dottorato (scritta in LaTeX) e la conversione risulta perfetta.

Entrambi istruzioni offrono più opzioni ma non entrerò in dettagli.

Due novità che arriveranno con LibreOffice 5.4

Ho «giocato» un po’ con LibO 5.4 beta 1 (scaricato da qui e «istallato in parallelo» come commentato qui) perciò in questo breve articolo vi mostrerò in un unica schermata due delle novità più interessanti:

Una di loro è già «completa» mentre per l’altra mancano ancora alcuni dettagli. Vediamo:

È possibile configurare una «distanza al contenuto» anche se non vengono scelti dei bordi: Bug 41542 FORMATTING: Allow “Spacing to contents” for edges without a line [RESOLVED FIXED]. Questo funziona per pagine, paragrafi, intestazioni di pagina, cornici, quello che serva, e funziona perfettamente.

Finalmente si ha una barra degli strumenti per gli stili! Bug 106781 (Style-Formatting-Writer-Toolbar) – Addition of a style-focused formatting toolbar. Questa nuova caratteristica non è ancora completa, però: gli stili di carattere e di elenco non possono applicarsi da li perché manca ancora lavoro in altre aree del codice sorgente (le segnalazioni 88512 y 107000).

Se la barra degli strumenti di stili viene completata in tempo risulterà certamente un miglioramento importante per Writer. Ma se non arriva per 5.4 sicuramente ci sarà per 6.0: quello che importa è che sta arrivando!

Disponibile LyX 2.2.3

Il proyecto LyX annuncia oggi la disponibilità della versione 2.2.3 di questo magnifico programma di videoscrittura costruito su LaTeX e derivati

Public release of LyX version 2.2.3

Con numerose correzioni di errore (compreso un molesto problema con i tasti di scelta rapida in KDE), questa versione ci regala pure diversi miglioramenti nella gestione di riferimenti incrociati e citazioni (con interfaccia grafica ridisegnata) oltre ad un miglioramento nella performance del programma.

LyX223-it

Gli utenti di openSUSE abbiamo già questa nuova versione nel repositorio Publishing, mentre che il resto dei mortali possono scaricare il codice sorgente o alcuni binari da questo vincolo.

Possibilmente questa sia l’ultima versione della linea 2.2.x, con una 2.3 carica di novità in piena preparazione e prevista per agosto.

Estensioni per Writer: Creative Commons Clipart Gallery

In questo breve articolo vi presento una estensione che semplifica enormemente il lavoro di creare documenti con licenza Creative Commons:

Creative Commons Clipart Gallery – 2.0

Questa estensione raccoglie in una galleria tutte le immagini, aggiornate ad aprile 2017, relazionate con le licenze CC e ci permette di inserirle velocemente dove sia necessario.

Le immagini, importate dai file svg originali, si presentano nitide e sono semplici da gestire. Qualche documento Writer da condividere?

Conoscere le caratteristiche OpenType di un font

In questo blog ci sono diversi articoli presentando font liberi e parlando delle loro caratteristiche OpenType. La domanda sorge spontanea: come si fa a capire quali caratteristiche OpenType si trovano in un font qualsiasi?

Oggi presenterò un modo valido e semplice per gli utenti Linux: il terminale virtuale.

Tutto si può fare con l’istruzione «otfinfo» che viene nel pacchetto «lcdf typetools» (nel mio sistema viene con texlive-lcdftypetools). L’uso risulta molto semplice:

otfinfo <opzione> /path/per/il/font

L’opzione -s ci darà le lingue supportate per il font mentre che -f ci darà quali opzioni sono disponibili.

Bisogna ricordare che se nel «path» del font si trova uno spazio bisogna aggiungere una barra prima.

Per esempio, per conoscere cosa offre il font Sukhumala Regular.otf istallato nella cartella ~/.fonts/s/ semplicemente si scrive nel terminale virtuale

otfinfo -f ~/.fonts/s/Sukhumala\ Regular.otf

che ci darà

afrc Alternative Fractions
c2pc Petite Capitals From Capitals
c2sc Small Capitals From Capitals
case Case-Sensitive Forms
clig Contextual Ligatures
dlig Discretionary Ligatures
dnom Denominators
fina Terminal Forms
frac Fractions
hlig Historical Ligatures
kern Kerning
liga Standard Ligatures
nalt Alternate Annotation Forms
numr Numerators
onum Oldstyle Figures
ordn Ordinals
ornm Ornaments
pcap Petite Capitals
salt Stylistic Alternates
sinf Scientific Inferiors
smcp Small Capitals
subs Subscript
sups Superscript

cioè, tutte le opzioni disponibili.

Per conoscere tutto ciò che ci offre il programma otfinfo è sufficiente scrivere

otfinfo -h

Con la lista pronta soltanto rimane prendere LibO Writer 5.3+ per provare come si vede, oppure utilizzare il servizio offerto da Pablo Impallari

«Trascinando» il file del font lì avremmo la possibilità di provare come si vede con le diverse opzioni OpenType.

Il codice di questo servizio può essere scaricato da GitHub per utilizzarlo localmente.

Il font Eau de Garamond

Abbinare tipografie in modo armonioso è un arte difficile. Alcuni sviluppatori ci offrono delle «famiglie» di font, come Libertinus, Source pro, eccetera. Ma quale font «sans» si abbina con un «garamond»? Dalla gente che produce Cormorant arriva una proposta interessante:

Eau de Garamond

Questo font è uno sviluppo originale di Christian Thalmann che prende i concetti di Claude Garamond e li «distilla» per creare un font senza grazie veramente unico:

Cosi si vede insieme a EBGaramond e Cormorant Garamond

Il progetto si trova ancore nelle prime tappe di sviluppo e pertanto non ha un «release ufficiale», ma si può scaricare dal repositorio (il bottone Clone or download) e così ottenere l’ultima versione di sviluppo.

Più sul supporto OpenType in LibreOffice 5.3+

Un paio di messi fa ho commentato che LibO 5.3ci ha regalato il supporto OpenType completo. Questo certamente vuol dire che la prossima edizione di certo libro (quando arrivi) verrà con il capitolo sulla tipografia completamente riscritto… E beh, mentre aspettiamo ho pensato che sarebbe una buona idea scrivere un articolo più dettagliato sull’argomento.

Per utilizzare le specialità OpenType in LibO 5.3+ si deve aggiungere una «etichetta» al nome del font. Per esempio, per attivare simultaneamente i set stilistici 1 e 11 in Vollkorn, quando viene selezionato il font per il testo doviamo scrivere

Vollkorn:ss01&ss11

I due punti iniziano la «sezione delle etichette» nel nome del font e il segno & separa le etichette utilizzate.

Però c’è di più. Si può anche disabilitare qualche opzione del font. Per esempio, il font Sukhumala ha delle strane legature contestuali che sostituiscono aa con ā, ii con ī e uu con ū. Per disabilitare le legature contestuali in Sukhumala è sufficiente chiamare l’etichetta corrispondente a quella caratteristica, «clig», con un meno davanti:

Sukhumala:-clig

Tutto lì. Certamente non è un sistema user friendly, specialmente considerando che la casella per il nome del font può risultare un tanto piccolo per presentare il nome completo del font con tutte le etichette… ma funziona! E questo è molto meglio di quello che (non) c’era prima: un passo alla volta, che così si arriva!

Come sempre, per una lista delle etichette OpenType disponibili la pagina di Dario Taraborelli risulta un magnifico punto di riferimento.

Solo una cosa da considerare: non tutti i font presentano queste specialità! Dunque, se dopo aver aggiunto un’etichetta niente è cambiato molto probabilmente il problema sia del font e non di LibO 😉

Cormorant: una «garamond per i titoli»

Oggi vi porto una famiglia di font con licenza libera (SIL) ispirata nei classici disegni di Claude Garamond, la quale è stata pensata specialmente per essere utilizzata in testo di grandi dimensioni (titoli, eccetera):

Cormorant, di Christian Thalmann.

Il font presenta un elevato contrasto e numerosi dettagli fini. Si presenta inoltre in più varianti:

Cormorant-2

Ognuna di queste versioni si presenta in diversi «pesi», dal leggero al grassetto, normali e in corsivo.

Il font offre vero maiuscoletto, sia come caratteristica OpenType che in un font indipendente. Ci offre anche legature tipografiche, set stilistici, varianti… la lista è importante!

È possibile scaricare questo font dalla pagina GitHub del progetto, ma risulta importante notare che il file Cormorant_Install_vX.Y.zip offre soltanto le versioni ttf dei font: per ottenere gli otf è necessario scaricare il file che dice «source code», il quale viene con i ttf, otf, woff e codice sorgente.

Dato che è un font peri  titoli bisogna abbinarlo a un altro font per il testo, per esempio EB Garamond oppure Flanker Griffo.